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I 10 modi
I modi: 10 colpi sotto la
cintura
Sesto Empirico riporta i 10 modi
(o tropi) per raggiungere la sospensione del giudizio: si
tratta di una specie di kamasutra del dubbio, 10 argomenti in grado
di levare il terreno da sotto i piedi di qualunque scuola.
Avvertenza: "[Gli Scettici] dicevano che la
loro ricerca era diretta non a ciò che si pensa - perchè
ciò che si pensa è chiaro - ma a ciò che si percepisce
per mezzo dei sensi" (Diogene
Laerzio, p. 386).
La sospensione del giudizio riguarda le cose come sono nella realtà,
separatamente da chi ne fa esperienza. Lo scopo di Sesto Empirico
è dimostrare che il ricercatore è un filtro ineliminabile,
e che non esiste una vista imparziale, uno 'sguardo
da nessun dove'.
Per questo motivo, molti degli esempi addotti derivano dal campo della
fisiologia (Sesto era un medico). Ciò nonostante, la cautela
che impronta i 10 ragionamenti è un utile esempio per qualunque
campo, e la loro forma può essere fonte di ispirazione.
La formulazione dei Modi, così come la si trova negli Schizzi
Pirroniani, è dovuta a Enesidemo, che ringraziamo.
Modo I - delle differenze fra gli animali
Modo II - delle differenze fra gli uomini
Modo III - della differenza fra le sensazioni
Modo IV - delle circostanze
Modo V - della posizione
Modo VI - delle mescolanze
Modo VII - delle quantità
Modo VIII - della relazione
Modo IX - della consuetudine
Modo X - delle credenze
Modo I - delle differenze
fra gli animali
Le medesime cose del mondo reale producono effetti differenti e contraddittori
sulla sensibilità animale. La diversità nella generazione
delle diverse specie animali, le diverse funzioni degli organi deputati
a accogliere le impressioni del mondo esterno, e le diverse conformazioni
degli organi stessi, sono dati comuni della nostra esperienza. Come
potremo affermare che la concezione umana del mondo esterno è
quella corretta? Dato che l'uomo è un animale e in quanto tale
parte in causa del ragionamento, sarà meglio sospendere il
giudizio sulla vera natura della realtà, e limitarsi alle impressioni.
Non si può pretendere di avere uno sguardo dall'esterno se
gli occhi sono dentro il recinto.
Modo II - delle differenze
fra gli uomini
Anche limitando il campo di ricerca alla sfera dell'animale uomo,
notiamo che le idiosicrasie individuali hanno la meglio su qualsiasi
tentativo di stabilire un giudizio universalmente valido. Le differenze
riguardano sia il corpo sia l'anima, e gli esempi citati da Sesto
spaziano dalle diverse capacità digestive (una sostanza buona
o utile per una persona può essere dannosa o letale per un
'altra) ai desideri (per alcuni è utile perseguire la notorietà,
per altri è una maledizione).
Modo III - della differenza
fra le sensazioni
La sospensione del giudizio è necessaria nel campo del mondo
animale e nell'ambito della singola specie, ma persino nel ristrettissimo
campo del singolo individuo. Ogni cosa ci appare differente a seconda
di quale senso ce la trasmetta.
Modo IV - delle circostanze
Il singolo individuo non può ergersi a giudice del raccolto
dei suoi sensi, in quento gli stessi frutti derivano dalla sua semina.
Per esempio, se io ho avuto la mano destra ingessata per cinque settimane,
e appena libera mi accarezzo le guance, scopro che se non mi rado
per due giorni pungo: i peli della mia barba, che ho sempre ritenuto
morbidi e gradevoli (a dispetto di chi mi ha fatto sempre notare il
contrario) sono invece duri e pungenti. La diversità delle
impresissioni è determinata dalla diversa condizione delle
sisposizioni individuali.
Modo V - della posizioneLe
cose non ci appaiono nella loro purezza; tutti i fenomeni si percepiscono
in un dato luogo, sotto una certa luce, o in determinate condizioni
atmosferiche. Le singole proprietà non sono qualità
proprie dell'oggetto, ma particolari affezioni dei nostri sensi, generate
dalla situazione.
Modo VI - delle mescolanze
Il singolo oggetto del nostro giudizio di trova sempre in relazione
a determinati oggetti che fungono da sfondo immediato o remoto, e
mai da solo. Il modo delle mescolanze riguarda sia lo stato secondo
cui ci si propongono gli oggetti esterni, sia la condizione dei sensi
che sono atti a recepirli (Sesto ca riferimento alla mescolanzadi
sostanze che rende operativi i nostri organi, secondo la medicina
della sua epoca).
Modo VII - della quantità
Consideriamo le cose secondo la
loro quantità e la loro composizione. L'esempio più
comune è il vino: bevuto in certa quantità aiuta la
circolazione e l'umore, se la quantità aumenta, il corpo ne
riceve un danno. Analogamente, la gradazione e l'intensità
di fattori come caldo, freddo, velocità, lentezza influisce
sul modo di presentarsi dell'oggetto.
Modo VIII - della relazione
Essendo tutto relativo, è
opportuno sospendere il giudizio su ciò che le cose sono per
natura, e accontentarci di come ci appaiono relativamente a qualche
cosa. Tutto è realmente relativo? Ammettiamo che esista qualcosa
di assoluto; questo sarà assoluto solo per contrasto con il
relativo, con cui quindi sarà in relazione, diventando relativo.
La relatività di tutte le cose non è affermata in modo
universale, ma in modo contestuale al ragionamento operato dagli Scettici.
Modo IX - della consuetudine
La frequenza con cui disponiamo di qualcosa tramite i nostri sensi
determina la nostra relazione con quella cosa. Siamo più stupiti
da un eclissi totale di sole che da una stella cadente, perchè
questo secondo evento è molto più frequente. Se i diamanti
si trovassero sotto i cavoli, non daremmo loro tutto questo valore.
Modo X - delle credenze
Facendo riferimento ai diversi
modi di vita di tutte le comunità del mondo, possiamo contrapporre
a piacimento leggi, costumi, comportamenti e credenze: tale è
la diversità dei fenomeni, che non potremo giudicare della
realtà dell'oggetto, ovvero del singolo comportamento, in senso
assoluto, ma solo in rapporto a determinate leggi o costumi.
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